Il ciclamino (Cyclamen, famiglia Myrsinacee)

Il nome del genere (Cyclamen) deriva dalla parola greca kyklos (= cerchio), forse in riferimento alle radici tuberose rotonde. Questo genere di piante era conosciuto fin dall’antichità. Plinio nei suoi scritti lo indica con diversi nomi volgari: “Rapo”, “Tubero” e “Umbilico della terra”. I greci prima ancora lo chiamarono Icthoyethoron (veniva usato come ingrediente per ammazzare i pesci).

In tempi moderni è stato il botanico francese Joseph Pitton de Tournefort (1656-1708) a introdurre per primo il termine Cyclamen, introduzione avallata successivamente dal botanico e naturalista svedese Carl von Linné nel 1735.

Il ciclamino (Cyclamen, famiglia Myrsinacee) è una pianta autunnale che, se ben curata, può continuare a regalarci i suoi coloratissimi fiori fino alla primavera, anche per svariati anni consecutivi.

Tra le piante erbacee perenni, è una delle più apprezzate per i vivaci colori dei suoi fiori, dall’intenso profumo. La coltivazione dei ciclamini, inoltre, non richiede cure eccessive. Esiste in tantissime dimensioni e colori. 

Con l’arrivo della primavera i ciclamini dei fiorai rallentano l’attività vegetativa, fino ad arrestarla completamente in estate. Non spaventatevi, quindi, se le foglie diventano secche: in autunno si rinnoveranno. Anzi, in maggio, o quando arrivano i primi caldi, sospendete le innaffiature e le concimazioni: le foglie si devono proprio seccare. Strappatele e portate il vaso in un locale buio e fresco, dando un po’ d’acqua una volta al mese. In settembre riportate il vaso alla luce e all’aria, riprendendo a innaffiare e a concimare: il tubero rifiorirà in febbraio, o anche prima.

Sempre in primavera può essere utile rinvasare la pianta al termine della fioritura, ma solo se le radici hanno occupato interamente il vaso. Per questa operazione si dovrà utilizzare un composto di foglie, sabbia e torba mischiate in egual misura.

Leave a comment

Minimum 4 characters